REVIEWS


COSUMED DREAMS (2009)

 

Darkitalia

Klonavenus: Consumed Dreams. [A Compilation Of Unreleased Tracks 2005-2009]. Il progetto Klonavenus nasce ufficialmente nel maggio del 2005 per mano del duo Saffio-Chemnitz, entrambi con militanza nei Sinking With Love, con l'intenzione di unire i loro gusti musicali. Nel settembre dello stesso anno esce il demo omonimo di quattro tracce e la partecipazione di Asphodel come guest, Dopo aver ricevuto buoni responsi sia dal pubblico (tre concerti live dopo la pubblicazione del demo) sia dalla stampa specializzata, il duo nel marzo del 2006 realizza il secondo demo "The Shining Process", con remix curati da Trama afonA e FM. Alcuni dei loro brani appaiono in compilation, dimostrando che il loro progetto stia diventando una piccola realtà nell'underground italiano. Nel gennaio 2007 esce l'EP "Metropolights", firmano per la label The Fossil Dungeons che si occupa di distribuire la loro musica sul web e nell'ottobre dello stesso anno "Metropolights" è Top Demo del mese su Ritual. La loro attività live è molto interessante, con esibizioni accanto ai Krisma, DIN [A] TOD e Clan Of Xymox. Si sono anche occupati di remix per Halo Effect, STandART e THE LAST DANCE (e qui vanno i miei personali complimenti!).
Nel marzo di quest'anno esce "Consumed Dreams", raccolta di brani inediti, scritti tra il 2005 ed il 2009, con la presenza di due remix inediti curati da Halo Effect e Zero AD. Sonorità dirette, senza fronzoli, electro/synth pop suonato con vera passione, con la voce di Chemnitz sempre presente in ogni brano, nello stile tradizionale del genere, senza perdersi in inutili ritornelli, anzi dandoci la sensazioni che voglia trasmetterci ciò che sente dentro. La raccolta presenta anche potenziali club hits come "Consumed Dreams", "Purification", "Ten Moments To Regret", che farebbero da sfondo ad una bella serata dedita all'electro sia attuale che anni ottanta. La sostanza c'è ed è anche buona, i due ci sanno fare!
"Consumed dreams" è in free downloading sul sito del gruppo: KLONAVENUS, fateci un pensierino.

 (Review by Noxius. www.darkitalia.it)

Ver Sacrum (Italy)

Klonavenus: Consumed dreams (CD - Autoproduzione, 2009). Quarto output per i Klonavenus, Consumed Dreams racchiude dieci tracce (tra inediti e remix) realizzate tra il 2005 ed il 2009. Il progetto di Chemnitz e Saffio spazia tra ebm ed elettro-dark con brani convincenti che palesano la costante crescita nel songwriting del duo romano. L'autoproduzione penalizza forse un pò la qualità del suono, ma il valore dei brani è palese: "This war is mine", "Purification", "Ten moments to regret" e "The violence of my dreams" sono canzoni veramente belle e non da meno sono i remix, affidati rispettivamente a Halo Effect, Zero AD e TourDeForce (citazione in particolare per quest'ultimo, dalle cadenze future-pop). In definitiva, non posso non ripetere la domanda già fatta al cospetto di altri cd provenienti dalla capitale (mi riferisco ai lavori di Infieri ed Halo Effect): quando una label si accorgerà di loro? Accanto ai già consacrati XP8, Blank e Syrian, l'Italia ribadisce ancora una volta di avere altre bands "elettro" meritevoli di un contratto, peccato che nessuno pare accorgersene.

(Candyman)

 

METROPOLIGHTS (2007)

 

DarkRoom Magazine (Italy)

Klonavenus: Metropolights (EP - Autoproduzione, 2007). Avevamo lasciato il duo romano la scorsa estate col secondo demo-EP “The Shining Process”, opera che mostrava incoraggianti passi in avanti rispetto al debut-demo eponimo del 2005, ed oggi ritroviamo Saffio (tastiere e musica) e Chem:Nitz (voce e testi, ed… ebbene sì, si tratta proprio di uno dei nostri redattori!) col loro terzo demo-EP, in attesa di rimediare il sospirato deal. Il duo capitolino, oltre ad aver migliorato sensibilmente ogni aspetto del proprio sound (dalla voce ai suoni, dalla produzione agli arrangiamenti…), sembra essersi maggiormente focalizzato verso un’elettronica più dinamica, sebbene l’impronta electro-goth sia sempre ben presente nel suono di Klonavenus (soprattutto per via dello stile vocale di Chem:Nitz). I punti di riferimento da chiamare in causa, come per le passate release, sono ancora i primi Project Pitchfork e gli Xymox (quelli di quando il ‘Clan Of’ era temporaneamente sparito…), e tuttavia il duo nostrano ha saputo prendere qualche distanza in più dai ‘buoni maestri’, anche se l’iniziale ed efficace “I Run For…”, danceable e diretta (con tanto di vocals crude nel refrain), potrebbe indurre a pensare il contrario. A portare una ventata di novità in casa Klonavenus ci pensa la valida “Destroying Your Unsafe Wall”, altro brano ritmato che si distingue per un notevole refrain in puro stile future-pop (influenza che il duo dovrebbe sviluppare maggiormente), assimilabile a quei Pride And Fall che il collega Chem:Nitz non ha mai nascosto di apprezzare; discorso diverso per “A Prison For Me”, song decisamente più pacata ed imperniata su di un ritornello dal sapore romantico (eseguito a due voci assieme alla soave Sviet Margot). Molto bene anche “The Blind Creation”, electro-song melodica che denota grandi progressi in termini di arrangiamenti, mentre “Your Wintertime” evidenzia quegli spunti electro/wave cari agli Xymox cui ci riferivamo poc’anzi; “Sermons”, ritmato brano in stile electropop (che a dire il vero convince meno rispetto al restante materiale), appare qui in una versione differente rispetto a quella presente sul sampler “IBM Vol. 3”, ed a chiudere il dischetto troviamo i romani Nydhog col loro remix per “Blessed Into Nothing”, ripresa dal precedente demo-EP dei Klonavenus e qui resa in una versione opportunamente pompata per i dancefloor. “Metropolights” contiene inoltre le tracce video di “Tonight” (sempre dal precedente demo-EP) e della nuova “I Run For…” (la prima girata in bianco e nero, la seconda a colori), entrambe sufficientemente professionali ed apprezzabili, nonostante un concept di base non certo innovativo. C’è chi dice che i Klonavenus, se fossero nati a Berlino anziché a Roma, avrebbero già rimediato un contratto: ciò è piuttosto verosimile, e comunque il duo sta facendo degli importanti passi in avanti per farsi trovare pronto all’appuntamento col debutto ufficiale, che con un po’ di fortuna potrebbe concretizzarsi presto. Noi glielo auguriamo, perché ormai sono (quasi) pronti…

voto: 7.5/10 (Review by Roberto Alessandro Filippozzi)

Ascension Magazine n.15 (Italy)

Klonavenus: Metropolights (CDR, autoproduzione). Hey ragazzi, ma qui siamo di fronte a dei veri e propri stacanovisti! Mi pare che dei Klonavenus si parli piuttosto frequentemente da un po' di numeri di Ascension Magazine a questa parte... "Metropolights" è la terza prova dei Klonavenus che in un ristretto lasso di tempo mi è capitato di ascoltare e... E mi sembra che, passo dopo passo, la band romana stia trovando sempre più la giusta direzione. L'elettronica di questo terzo demo dei Klonavenus mi convince. I ragazzi hanno la spiccata dote di trovare ritornelli accattivanti (come quelli dei Project Pitchfork di alcuni anni fa e dei VNV Nation oggi)... Bei ritornelli sul serio. Con una produzione diversa si potrebbe ipotizzare di ascoltare qui delle grezze versioni di future "standing", "Souls" o "Conjure". Non è da tutti azzeccare così facilmente ritornelli che, dopo tutto quello che si è prodotto nel genere electro moderno, rimangono ancora in testa. "Metropolights" è a metà strada tra le produzioni EBM di metà anni novanta (Pitchfork, Eternal Afflict e cose un po' più tetre) e il gusto dance di oggi. Ma "Metropolights" è ancora un disco dark... di future pop non vi è traccia! Provate ad ascoltarli. Non vi assicuro che vi piaceranno (ognuno ha i suoi gusti) ma di certo vi lasceranno un ritornello in testa. Il duro lavoro alla fine paga!

(Review by Alex Daniele)

Ver Sacrum (Italy)

Klonavenus: Metropolights (EP - Autoproduzione, 2007). Terza release per i Klonavenus, "Metropolights" mette in risalto i grossi progressi compiuti dal duo romano; il nuovo EP (scaricabile dal sito della band), si articola in sette tracce, con sei inediti ed un remix di "Blessed into nothing" (brano incluso sull'EP precedente, "The shining process") a cura di Nydhog, altro interessante progetto romano. Sensibilmente migliorati sia i suoni che le voci, per un EP di buon elettro-dark, che focalizza il sound di Klonavenus in particolare sul lato maggiormente ballabile della loro produzione, offrendoci ottimi pezzi come "Your Wintertime" (la mia preferita), "Destroying your unsafe world", la già citata "Blessed into nothing" e "Sermons", quest'ultima presente in una versione diversa rispetto a quella già apparsa sul sampler "IBM vol.3". Altro ottimo brano di questo apprezzabile EP è "A prison for me", pezzo dalle atmosfere piu' morbide, che si avvale anche dell'apporto di una voce femminile che duetta con Chemnitz. Ribadisco il concetto già espresso dal sottoscritto e da altri "colleghi": se i Klonavenus fossero nati a Berlino anziché a Roma, sarebbero già nel roster di qualche label elettro-dark. Non posso che augurare loro che questo accada quanto prima.

(Review by Candyman)

Arte Bistro (Italy)

Klonavenus - (2007) Metropolights
Ascoltando l’EP Metropolights di Klonavenus, liberamente scaricabile dal loro sito web (http://www.klonavenus.it), si ha la netta sensazione che questo duo capitolino abbia un piede in caput mundi e uno ben saldato in centro Europa. Roma è una calda (magari non sempre…) città mediterranea ma non c’è nulla di caldo nei 7 brani (quasi 29 minuti) di Metropolights. Ci troviamo di fronte ad un album di electrogoth che, per quanto ancora non del tutto maturo dal punto di vista meramente produttivo, ha tutte le carte in regola per piacere al pubblico mitteleuropeo, come anche ai nostrani amanti del genere.
I pezzi, pur se non spiccando per originalità, scorrono via piacevolmente senza intoppi, lasciandosi ascoltare e anche trascinando con motivi orecchiabili senza mai precipitare nello scontato e spesso strizzando l’occhio al mondo dei club, pur sempre tinteggiati di nero. La corsa inizia con “I run for…” e già la propensione per le sonorità dancefloor oriented si intravede. La voce fredda e cruda del vocalist sorvola il motivo principale della song, molto orecchiabile e vario, con un piacevole crescendo. “Destroying Your Unsafe Wall” ci riporta sui binari di una classica song di buon electro di maniera come potrebbe uscire da un disco di una band teutonica. Più cupa e gotica “A Prison For Me”, con l’accompagnamento della voce e dei vocalizzi di Sviet Margot, ci introduce alla bella “The Blind Creation” che si innesta nei binari tracciati da bands come Diary of Dream o dall’altro frutto della cupa mente di Adrian Hates, i Diorama e di tante altre band esponenti di punta del genere.
Anche la seguente si mantiene sulla linea portante dell’electrogoth in cui la voce di Chemnitz si destreggia ottimamente esponendo le liriche da egli stesso composte. Con “Sermons [1962 Version]” si riprendono le sonorità più danzerecce. Chiude l’album il remix di “Blessed into nothing” ad opera di Nydhog, una delle song più belle dell’album con la voce di Asphodel (www.aspho.net) ad intonare il motivo principale. Un buon lavoro da parte di una band che ha scelto una strada da seguire che potrebbe dar loro anche soddisfazioni all’estero e da tenere sicuramente d’occhio.

 

The-Cure.it

Klonavenus - (2007) Metropolights. Accattivamente ed evoluto l’ultimo ep dei “Klonavenus”, (i romani Saffio e Chemnitz) dal nome a me particolarmente evocativo: “Metropolights”. E in effetti le sette tracce contenute illuminano in maniera singolare il genere elettrodark più melodico. D’apertura “I run For…”, di cui Saffio ha curato personalmente l’ononimo video, è l’immagine di un rappresentativo scenario metallico e metropolitano decisamente attuale. “Detroying Your Unsafe Wall” e “Sermons” sono particolarmente accurate nei martellamenti ripetitivi interrotti da un refrein melodico e orecchiabile. “ A Prison for Me” introspettiva ma non meno intensa rispetto alle altre. “The Blind creation” apprezzabile nell’immediato per i suoni elettronici minimalisti e semplici, riconducibili ad una filastrocca cupa. “Your Wintertime” poteva essere esaltata con un dosaggio di voce e controvoce diverso. Il mio augurio per i giovani Klonavenus è di intraprendere successive e interessanti collaborazioni come quella con Nydhog che ha saputo tirare fuori il meglio di “Blessed Into Nothing” rendendola un interessante tunnel analogico da percorrere tra armonici canti femminili di magica e spettacolare bellezza.


 
(Review by Darkelvira)

 

THE SHINING PROCESS (2006)

 

Herz Und Geist (Italy)

Klonavenus: "The Shining Process" (cdr - autoproduzione). Neanche il tempo di riprenderci dal bel esordio segnalato sul numero scorso che i Klonavenus ritornano alla carica con un nuovo cdr che ribadisce i concetti già espressi precedentemente. Se siete alla ricerca di sonorità electro-cold-wave che sappiano scaldarvi il cuore, penso che abbiate trovato nel duo romano un'ottima compagnia. Una musica perfetta nel bilanciamento tra il calore della wave e un uso dell'elettronica mai troppo invadente. Un ponte ideale tra il passato e il presente che farebbe sfracelli in Germania e che potremmo tranquillamente accostare come ho già scritto ai Diary of Dreams ma anche ai Clan of Xymox dell'ultima ora. Una strada già tracciata dai loro concittadini Pulcher Femina e ora proseguita con buon gusto da Saffio e Chemnitz. veramente bella "Blessed into Nothing" (il classico brano da 45 giri!) che alle ritmiche robotiche e squadrate unisce dei bei vocalizzi femminili che lasciano il segno. Più introspettiva "I Stand and I Fall" con un ritornello di synths che ti scava nel cervello ed accattivante è la cadenza di "Which is the Last Horizon?" dotata di uno struggimento veramente toccante. Ma in questo demo non ci sono brani cadenzati ma anche brani adatti per dancefloor come è il caso della sorprendente "Social Psychosis". Senza cadere nel cattivo gusto, con pochi ma azzeccati ingredienti, i nostri ti sforano un pezzo che potrebbe tranquillamente spopolare nelle "balere" dark. A chiusura del dischetto ecco due remix ad opera di Trama afonA e di FM di due brani presenti sul cdr precedente: "Androgynous" e "Future Silence". Un'altra gustosa ciliegina per farvi avvicinare ad un gruppo a cui occorre solo un po' di fortuna per poter veramente sfondare. C'è qualche etichetta coraggiosa che vuole investire su di loro? Un gruppo giovane ma già maturo e pronto per il grande passo! "I don't think this place really exists / because I was born to disappear / I don't think this heart really beats / because I do believe in nothing".

(Review by Ottavio Chiodo)

  Ritual (Italy)

Klonavenus: Chissà se i Klonavenus hanno mandato i loro demo anche alle riviste di settore tedesche; se ancora no, lo facciano subito: rischiano di ottenere parecchi consensi. Più che in riva al Tevere, infatti, la coppia elettrogotica formata da Saffio e Chemnitz (oh-oh) sembra nata in riva al Reno, tanto bene riesce a mimetizzarsi con ciò che piace lassù: perfino la voce è “tedesca”, cioè dura, bassa, poco modulata. L’adesione pedissequa allo stile che li ispira, così come la registrazione ancora imperfetta, rimangono difetti di non poco conto, tuttavia fa piacere notare come i Klonavenus si siano impegnati notevolmente per mettere a fuoco le loro idee e sappiano oggi dove dirigersi: verso l’electro piuttosto che verso il goth, deponendo qualche ritornello cupo e grondante pathos in favore di una maggiore chiarezza, di una moderata ballabilità e di inaspettati passaggi orecchiabili ma tutt’altro che deboli. Due remix di brani presenti nel primo demo testimoniano ulteriormente il passo avanti compiuto.

 voto: 6/10 (Review by Vanessa Venerdì)

Rosa Selvaggia n.XXXI (Italy)


Klonavenus: The Shining Process CDR promo (Autoprodotto). A breve distanza dal precedente demo o promo, torna questo duo romano con un nuovo e più lungo lavoro che ha tutte le caratteristiche di un album vero e proprio, vista la durata di 42 minuti e lottima qualita' di registrazione ed esecuzione. The Shining Process e' un cd pienamente maturo, un esempio di electro-dark di qualità dove le due componenti quella elettronica e quella oscura appunto si bilanciano alla perfezione. Non posso evitare di fare un vago accostamento, in positivo comunque, con Fallen Angel, il primo album dei concittadini Pulcher Femina uscito nel 2001, ma solo per la presenza di alcuni timidi inserti vocali femminili e soprattutto per come Saffio e Chemnitz sono riusciti a creare atmosfere davvero malinconiche e per nulla tamarre e banali, mantenendo un loro stile e personalità. Su tutti i nove brani si elevano la title-track e la meravigliosa Social Psychosis, anche se non ho mai trovato cadute di tono e lo spessore resta immutato dallinizio alla fine. Spero che un' etichetta (magari la Decadance?) renda giustizia ai Klonavenus: con tutte le porcate che escono a profusione mensilmente, loro meriterebbero davvero di fare il grande salto.

(Review by Fabio Degiorgi)

RockHard Magazine  n.48 (Italy)

Klonavenus:  Vi abbiamo già reso conto del primo demo dei Klonavenus, pubblicato lo scorso settembre, ed oggi il duo romano torna a farsi sentire con un secondo dischetto dove, fortunatamente, la crescita è tangibile. Li avevamo lasciati con alcune buone idee ed un sound ancora acerbo, ed in meno di un anno Chemnitz (voce) e Saffio (synth) sono riusciti ad assemblare un lavoro assai più corposo, evidenziando grandi passi in avanti su tutti i fronti: innanzitutto migliora di gran lunga il suono, ora assai più adatto a un gruppo che fonda la propria arte su coordinate electro-dark (ispirandosi a certe cose dei Project Pitchfork e dei Clan Of Xymox), ed il songwriting cresce di pari passo con esso. Se "Tonight" ed "I Stand And I Fall" evidenziano una vena cold-wave abbastanza canonica (ma apprezzabile per esecuzione, atmosfere ed arrangiamenti), brani come la più danceable "Blessed Into Nothing" (dotata di ottimi inserti vocali femminili), l'intrigante ed oscura title.track (efficace e fornita di un buon refrain) e la malinconica ed intensa "Which Is The Last Horizon?" dimostrano come il duo abbia saputo elevare ogni aspetto del proprio suono (dalle vocals ai ritmi, etc...) ad un livello superiore, quasi avessero voluto seguire i consigli che la volta scorsa ci siamo permessi di dar loro... Apprezzabile anche la ballabile e più 'ruvida' "Social Psychosis", che precede i remix conclusivi di due brani tratti dal debut-demo: bene "Androgynous" trattata da Trama Afona, ove viene esaltato l'aspetto drammatico ed oscuro della versione originale, e molto interessante anche "Future Silence" nella rilettura operata da FM, che dona al pezzo connotati IDM/industrial di buon effetto. Una band in crescita che, con ancora un po' di gavetta, sicuramente saprà presentarsi matura per il debutto ufficiale: teneteli d'occhio...

voto:7,5/10  (Review by Roberto Alessandro Filippozzi)

The DSide (Italy)

Klonavenus: 'The Shining Process' (autoprodotto, 2006) è il titolo del nuovo demo-cd dei romani Klonavenus, 9 tracce che continuano sulla strada dell'elettrodark melodico intrapresa nel loro lavoro d'esordio già recensito qualche mese fa sulle pagine di Dside.it. Molto godibili 'Tonight', trascinata da un'azzeccato sottofondo ossessivo di pianoforte e la successiva 'Blessed into Nothing', infarcita di suoni analogici che ben contrastano con i celestiali gorgheggi femminili inseriti in sottofondo. La canzone che dà il titolo al demo e 'I stand and i fall' dipingono invece scenari decisamente più oscuri e meno rassicuranti ( I stand and I fall in every second / I live and I die in every moment / waiting for the last day of the world / there is no tomorrow for your solutions / there is no god for your salvation) e non dispiaceranno - sopratutto quest'ultima - a chi ama una darkwave più oscura alla Diary of Dreams, per intenderci. Assolutamente splendida (e giovante una produzione ed un missaggio superiore a tutte le altre canzoni) è invece 'Which is the last Horizon', che si sviluppa partendo da una commovente e introduzione di pianoforte (quasi un notturno) per trasformarsi in triste ballata elettronica trascinata da coinvolgenti moogs . Chiudono il demo un remix molto interessante di 'Androgynous' a cura dell'artista Trama Afona, ed uno vocoderiano (e abbastanza soporifero, a mio parere) di 'Future Silence', pezzi già presenti sul demo precedente. Questo secondo lavoro rivela indubbiamente una migliore produzione ed una maggior ricchezza compositiva del primo, e il merito indiscusso dei Klonavenus è di rendere la loro musica elettronica e sintetica particolarmente calda e piena di emozioni, evitando di cadere nell'ormai insopportabile clichè elettrodark del pezzo da dancefloor in 4/4 realizzato con il copia e incolla. Continua invece a non convincermi troppo l'uso della voce quasi sempre trattata con filtri che in un certo senso tendono un po' a nasconderla sotto la musica (ma si tratta di un gusto personale e comunque l'effetto non è assolutamente peggiore di quello offerto da molte bands tedesche pluricelebrate) e l'uso un po' ripetitivo delle stesse percussioni - e di suoni un po' troppo simili -nella maggior parte dei brani.
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Comunque, i Klonavenus hanno confezionato un secondo demo davvero ottimo e sono senz'altro pronti per il lancio del primo cd ufficiale. Noi li aspettiamo fiduciosi!

(Review by IlSilenzio)

Ascension Magazine n.12 (Italy)

Klonavenus: (CDR, autoproduzione). Seconda nuova (auto) produzione per questo duo romano dedito a sonorità tra darkwave ed old school EBM piene di melodia e "dolcezza". "The Shining Process" conferma le buone impressioni percepite con il precedente demo ma, rovescio della medaglia, mette più in evidenza quelli che sono certi limiti del progetto. Se a livello compositivo si scoprono idee che vanno dall'accetabile all'ottimo, sul piano esecutivo ed estetico si notano invece un po' di incertezze. Per incertezze intendo ad esempio la poca ricchezza dei suoni elettronici proposti in più canzoni che (ma questa è una pura questione di strumentazione e quindi di "soldi") dovrebbero a mio parere essere maggiormente complicati ed intersecati tra loro... Ma trattandosi ancora di un demo e non di un prodotto finito e pronto per la vendita: "tutto è ancora possibile". In alcuni pezzi i Klonavenus dimostrano di avere idee eccellenti (sentite ad esempio "I Stand And I Fall", "Blessed Into Nothing", "Which Is The Last Horizon?", "Social Psychosis" o anche l'opener di "Rouge"), e le influenze personali dei membri del gruppo (dai Pitchfork ai Blutengel e agli Xymox) si mescolano ad idee e movimenti propri. La stoffa e la voglia di fare ci sono, ciò che manca è solo una maggiore accortezza nei suoni e nel trattamento di alcuni passaggi vocali. Lo so, se questo prodotto passasse mai nelle mani di qualche "regista" importante della scena tedesca il lavoro dei Klonavenus sarebbe già cotto a puntino per essere servito a tutti gli amanti di certe sonorità... Ma Roma non è Berlino e i Klonavenus non sono i vicini di casa né di Bruno Kramm né di Jurgen Jansen (Project Pitchfork)... Il consiglio che spero i Klonavenus seguano è quello di intensificare ancora di più il lavoro sulle tracks già composte... Probabilmente comporre nuove canzoni è più stimolante e divertente che lavorare e rielaborare sempre gli stessi pezzi ma, sinceramente, i brani sono buoni, occorre solo renderli un po' più corposi. Ragazzi, non vorrete mica abbandonare una track come "I Stand And I Fall" senza averle dato la giusta forma per farla entrare in programmazione nei clubs oscuri tedeschi??????

(Review by Alex Daniele)

Erba della Strega (Italy)

Klonavenus: "The shining process" [autoprodotto, 2006]. Tornano i Klonavenus dopo un mini Cd uscito l'anno scorso recensito sempre su queste pagine.  Il nuovo lavoro della band, che proprio in questi giorni compie l'anno di vita, non fa che confermare le buone impressioni che avevo avuto con il promo precedente. Sin dall'introduttiva "Rouge" ci caliamo in un atmosfera sintetica sì, ma tremendamente "umana" e viva. "Tonight" è incisiva e convincente, minimale quanto basta per farmela piacere non poco nel suo incedere electro quadrato e preciso. "Wich is the last horizon?" è molto convincente, con il pianoforte in primo piano che crea melodie malinconiche, mentre innesti più sintetici non invasivi danno il tempo allo scorrere del brano. Ben fatto. "Social psychosis" mi ha rimandato a una certa electro dark melodica molto in voga nei primi '90, assolutamente non male, a riprova di quali siano le radici dei nostri. Le riletture, sia in fase di reincisione sia di remixaggio dei brani presenti sul demo precedente (ovvero "Androgynous", "Future silence", "Blessed into nothing", "I stand and I fall", "The shining process") sono davvero convincenti, superando qualitativamente gli originali. Un ottima conferma dunque.

(Review by Max)

Ver Sacrum (Italy)

Klonavenus: The Shining Process (CD - Autoprodotto, 2006). Rieccoci a parlare dei Klonavenus. Dopo l'omonimo demo di quattro tracce realizzato a Settembre 2005, Saffio e Chemnitz tornano con un'altra auto-produzione, questa volta di maggior durata (nove tracce, sette nuove brani e due remix di brani inclusi nel primo demo) che mette ulteriormente a fuoco le potenzialità del progetto.Come il lavoro precedente, anche "The Shining Process" è caratterizzato da sonorità elettro-dark dove il ritmo non è mai esasperato, ma prevalgono i toni piu' intimi e d'atmosfera sviluppati in validi brani come "Tonight", "Blessed into nothing" e "Social psychosis", pezzi che dimostrano come i Klonavenus siano un duo in possesso di buone idee, a cui manca forse solo il guizzo finale per fare il "grande salto". Le potenzialità di alcuni brani sono infatti buone, ma nelle mani di un sapiente produttore (e conseguentemente in quelle di una label con denaro e mezzi da investire su di loro) avrebbero reso ancora di piu'. Nonostante i limiti tecnici imposti dall'autoproduzione ed una voce che ancora non mi convince completamente, "The Shining Process" è comunque un lavoro di tutto rispetto e che ribadisce le ottime potenzialità del duo, nell'attesa di una label che voglia puntare su di loro.

(Review by Candyman)

Der Medienkonverter (Germany)

Klonavenus: The Shining Process (Demo CD Promozionale, 9 tks). Erst vor wenigen Tagen drehte sich ein Gespräch einiger MK-Schreiberlinge um die Frage, welche bekannten Gothic- und Electro Bands es in Italien gebe. Erstaunlicherweise fielen nach etlichem Hin- und Herüberlegen kaum mehr als eine Hand voll Namen. Allerdings liegt hier die Betonung auf "bekannten". Wenngleich die Szene in Italien als ausgesprochen überschaubar bezeichnet werden darf, sollte man nicht vergessen, dass es auch hier im Underground brodelt. Abgesehen von Norditalien ist natürlich die Hauptstadt Rom Dreh- und Angelpunkt musikalischer Aktivitäten. Hier gibt es Clubs, in denen regelmäßig Parties und Konzerte stattfinden, und das bei weitem nicht nur von regional bekannten Bands. Hier versammelt sich das schwarze Publikum, zum Teil aus weit entfernten Städten und Ortschaften angereist, wenn die Touristenmassen längst in ihren Hotelbetten schlafen. Die "ewige Stadt" ist auch die Heimat der beiden Musiker und Künstler Saffio und Chemnitz, die im Mai 2005 das Projekt Klonavenus gründeten. Als Filmemacher, Komponist und Keyboarder für einige Bands brachte Saffio bereits viel Erfahrung und Ideen mit, die er mit Sänger und Lyrikschreiber Chemnitz zügig umzusetzen begann: Bereits im September veröffentlichten die beiden ihr selbstbetiteltes Demo und schickten sich an, das brandneue Material live vorzustellen: Nach drei erfolgreichen Konzerten und positiven CD-Kritiken erschien schon im März die zweite Demo-CD "The Shining Process", die uns Chemnitz, in Rom auch als DJ tätig, persönlich überreichte. Ihren Stil nennen Saffio und Chemnitz selbst "Electro-Goth", eine Bezeichnung, die so wenig konkret wie gleichzeitig absolut zutreffend ist. Der Sound von Klonavenus verzichtet vollständig auf Gitarren und setzt auf eine moderne Mischung aus melodiösem Electro-Pop und düster-romantischem Darkwave. Schnelle, stampfende Beats und verzerrte Vocals sucht man auf "The Shining Process" vergeblich. Stattdessen dominieren weiche, getragene Synth-Arrangements, meist eher zurückhaltend als zu wuchtig eingesetzt, hier und da schmeicheln melancholische Piano-Parts und sakrale Klänge dem Gehör. Allesamt besitzen die Songs einen starken Refrain-Charakter und erinnern auch im Hinblick auf den Gesang und die bilderreich emotionale, textliche Ebene mitunter an Blutengel, ohne allerdings wie diese zu klingen! Jedoch will die Stimme von Chemnitz nicht immer zu den feinen, zarten Kompositionen passen: Zu herb, zu emotionslos und manchmal auch ein wenig disharmonisch wirkt sie an manchen Stellen. Auch das Duett mit seiner Gesangspartnerin scheint bei "A Prison For Me" leider nicht ganz geglückt. Sämtliche Songs sind in Englisch gesungen, unüberhörbar an manchen Stellen der Akzent, der den Titeln einen besonderen Charme verleiht. Ein in der Muttersprache gesungenes Stück gibt es leider nicht; vielleicht ist Italienisch, das so voller Lebensfreude und Energie steckt, zu dieser Musik auch nur schwer denkbar. Klonavenus beweisen mit "The Shining Process" ein glückliches Händchen für emotionale, bewegende Melodien. Trotz fehlender Beat Attacken laden die Songs nicht nur zum Träumen und Zurücklehnen ein, Titel wie "Future Silence" oder "Social Psychosis" sind durchaus tanzflächentauglich. Saffio und Chemnitz präsentieren sich mit "The Shining Process" recht vielseitig, sodass einem baldigen, mit Spannung erwarteten Debüt nichts mehr im Wege stehen dürfte. Zahlreiche Songs sowie das beeindruckende, in Schwarz-Weiß gedrehte Video zum Song "Tonight" können auf der Web- bzw. myspace-Seite der Band heruntergeladen und angesehen werden.

(Review by Susanne)

KLONAVENUS (2005)

 

Ascension Magazine n.10 (Italy)

Klonavenus: Chemnitz (voce e testi) e Saffio (musica e programming) suonavano una volta insieme nei Sinking With Love. La darkwave che producevano cominciò forse a stufarli e così, dopo un po' di tempo, si ripropongono al pubblico con qualcosa che dà un taglio netto al passato. Niente più chitarre, niente più basso e batteria, niente più wave: questa volta è ora di fare dell'elettronica! Lo sapete che il sottoscritto è un "guitar darkone incallito" ma ... ma quando le cose sono fatte bene (e anche meglio rispetto al passato) neanche io posso condannare una scelta che si è rivelata giusta ed è andata a buon fine. Quattro pezzi che bastano e avanzano per asserire che Chemnitz e Saffio hanno fatto la scelta giusta muovendosi in questa direzione. L'electro-dark di questi due romani "mi acchiappa un casino". E' l'elettronica che piace a me; quella ancora spoglia di "esagerazioni noise" e schiva nell'adottare ritornelli e melodie che oggi si definiscono "future pop", quella che (con un po' di rimpianto) non ascolto più dagli anni novanti. Ai ragazzi piacciono i Project Pitchfork (e si sente!) e dal momento che, bene o male, il gruppo di Spilles è sempre tra i miei preferiti, il problema proprio non si pone. Tanto quasi più nessuno se la ricorda più l'elettronica di "IO", "Alpha Omega" o "Slashed Open" (...ma questi erano i Placebo Effect!) ...i ritornelli mi piacciono (pop al punto giusto), i ritmi mi convincono, i suoni mi sembrano un po' datati (e per questo mi esaltano!) ...immaginatevi una versione "un po' più '80s" (con meno soldi da spendere e meno tecnologie) dei Pitchfork che vi ho appena citato: avete già centrato il bersaglio. Fossi in voi "li proverei". Se poi non è l'elettronica che piace a voi, potete andare a parare altrove... "Il meeting fra Visage e Project Pitchfork", "la rivincita dei Nitzer Ebb e dei Placebo Effect sulla nuova scena electro", "tra i Dorsetshire più cattivi e gli Skinny Puppy": quante stronzate si sarebbero lette sui manifesti promozionali se fossero nati ad Amburgo anziché a Roma. Buon disco però...!!!

(Review by Alex Daniele)

Darklife Fanzine (Switzerland)

Klonavenus: Self-titled EP (Self-released). A “white-label” CD, effectively a 4-track promo EP, by this Italian duo who demonstrate from the outset that they are well-cut for the international electro-goth / darkwave scene. A pinch for melodies, linear synth arrangements, great feel for the dark tune, Saffio and Chemnitz –as they are known to the public- offer a brief taste of their dark talent in four tracks whose catchiness and refrains will remain sculpted in your memory for long. Imagine Suspiria stripped down of that un-necessary speed-feel, imagine Peter Murphy joining a retro electro-pop combo. Add weaving atmospheres, all reminiscent of the purest, beloved darkwave -before it sold-out to the plug-in generation- and you have a nice, dark, raw product that is a promise we hope will be maintained. A bit of ironing out of the drum-box arrangements is definitely due and, although the general comment would be “produce this properly and you have a winner”, I can’t help but feeling that the sincere raw edges of these four tracks is what attracts me to it most –besides the composition themselves of course-. Yet, I think that moving up in terms of sound from the demo level, can be only beneficial to Klonavenus.

(Review by Gianfri)

RockHard Magazine n.37 (Italy)

Klonavenus: Demo d’esordio per questo duo romano nato dall’incontro tra Saffio (synth) e Chemnitz (voce e testi), già attivi insieme negli anni passati coi Sinking With Love. La strada intrapresa dal duo porta verso sonorità electro-goth le cui influenze, a grandi linee, si posso rintracciare tanto nei Clan Of Xymox quanto nei Project Pitchfork, senza dimenticarsi di certi Diary Of Dreams. Il dischetto si apre con “World Without Time”, brano nel quale convivono arrangiamenti interessanti, sia strumentali che vocali; bene anche “Future Silence”, decisamente più diretta e danceable, dotata fra l’altro di un refrain di buon effetto. Con “Androgynous” affiora un tocco malinconico/oscuro che porta alla mente certe cose dei Frozen Autumn, e nuovamente il refrain sa farsi intrigante; la chiusura è destinata a “Your Beauty Is Lost”, brano dai toni decisamente più sperimentali, impreziosito dal buon contributo vocale della brava Asphodel. Klonavenus non hanno scelto la strada dell’originalità a tutti i costi, preferendo concentrarsi sulle sonorità a loro più care (anche e soprattutto a livello di ascolti): i brani che compongono questo demo d’esordio hanno evidenziato spunti interessanti, e starà al duo romano perfezionare il proprio sound nell’immediato futuro, possibilmente rivedendo certi suoni (i beat necessitano di più potenza e la voce deve uscire più nitida) per dare più carisma ai propri pezzi. Un esordio comunque positivo.

voto:7/10  (Review by Roberto Alessandro Filippozzi)

Ver Sacrum (Italy)

Klonavenus: Klonavenus (MCD - Autoproduzione, 2005). Klonavenus è un duo di recente costituzione, formato da Saffio (già attivo come compositore di colonne sonore ed anche qui autore delle musiche) e Chemnitz (voce e testi). Il loro esordio discografico è questo mcd autoprodotto; quattro tracce che possono essere collocate nel filone "elettro-dark": oscure sonorità elettroniche ed una voce cupa (se proprio devo fare dei paragoni, accosterei i Klonavenus ai primi Limbo) per brani che, seppur penalizzati da una produzione ovviamente artigianale, meritano comunque un ascolto. Il disco si apre con "World Without Time", il brano che forse giustifica maggiormente il mio accostamento ai Limbo; la successiva "Future Silence" è quello che considero il brano "di punta" del mcd o comunque quella di maggor impatto; "Androgynous" è caratterizzata da un refrain immediato, mentre la conclusiva "Your Beauty Is Lost" punta molto sulla bella voce femminile di Asphodel ed è caratterizzata da sonorità piu' classiche rispetto ai brani precedenti. Un lavoro che costituisce un interessante biglietto da visita; restiamo in attesa dei prossimi sviluppi.

(Review by Candyman)

Erba della Strega (Italy)

Klonavenus: "S/T" (autoprodotto, 2005). Cosa succede quando due ex membri dei Sinking With Love si rincontrano e decidono di fare qualcosa assieme?... Tatààà! Un demo Cd di elettro dark! Il che non c'entra assolutamente nulla con il passato, ma il bello della vita è che spesso i cambiamenti portano aria nuova e positiva. Probabilmente i nostri erano stanchi di utilizzare strumenti "classici" e hanno deciso di vedere cosa veniva fuori tentando di esprimersi attraverso macchine e computer. Che dire? A me il lavoro non è dispiaciuto per niente. In bilico tra soluzioni più easy-listing ("Future silence") e composizioni più complesse ("Your beauty is lost" che denota l'attività parallela di Saffio, compositore di colonne sonore) i quattro brani scivolano via piacevoli. Rimandi a Project Pitchfork & Co. ma senza quella stratificazione di suoni pomposa e noiosa che caratterizza molte uscite del genere negli ultimi anni. Nonostante il demo non mi abbia fatto gridare al miracolo, tengo conto che il progetto è nato solo nel Maggio di quest'anno. Quindi credo che siamo sulla buona strada. Aspettiamo nuove cose.

(Review by Max)

The DSide (Italy)

Klonavenus: Gli ex 'Sinking With Love' Saffio e Chemnitz hanno abbandonato il loro passato dando vita ai Klonavenus e autoproducendo un demo cd lasciando da parte chitarre, basso e batteria. Un'elettronica che ha salde radici nei primi analogici anni '80 ed un occhio attento alle gettonatissime sonorità contemporanee tedesche, gradevole e ben suonata ma che tuttavia, non essendo all'altezza qualitativa delle produzioni teutoniche, corre il rischio di perdersi nel già affollatissimo panorama elettrodark dove è difficile (se mai sia ancora possibile) inventare qualcosa che non sia già stato sentito prima. Così, 'World Without Time' sa molto di Blutengel o Black Heaven, 'Future Silence' è un'ipotetica dancefloor hit dal ritornello coinvolgente ma decisamente troppo monotona per i gli oltre 5.30" di durata. Un paio di minuti in meno avrebbero senz'altro giovato. Un'azzeccato giro di synth trascina 'Androgynous', ma quello che convince meno in questa produzione è la voce: priva di ogni dinamismo ed incisività, tende a perdersi tra i filtri che la sporcano ed i synths che la circondano. Non a caso l'episodio che mi ha colpito di più è la conclusiva 'Your beauty is lost' con il significativo apporto della celestiale voce di Asphodel che ben contrasta il monodico e catacombale ripetersi 'Your beauty is lost' di Chemnitz. Ancora, nulla di nuovo (l'ombra dei lenti à la Ame Immortelle aleggia) ma la ballata raggiunge comunque vette espressive notevoli. In conclusione, musica 'già sentita' ma coinvolgente e dalle buone potenzialità: con un miglior lavoro sulla voce, una buona post-produzione e la giusta promozione potrebbero anche aspirare ad una platea più vasta di quella italiana. Da risentire.

(Review by IlSilenzio)

Herz Und Geist (Italy)

Klonavenus: "Klonavenus" (cdr - autoproduzione). Dopo aver posto fine all'esperienza Sinking With Love, Saffio e Chemnitz hanno deciso di cambiare rotta e interessi musicali. Messi da parte i panni dark canonici, i nostri decidono di imboccare la strada del gothic elettronico. Il cdr d'esordio del duo romano si ascolta molto volentieri e cosa molto importante non annoia e fa intravedere sviluppi futuri molto positivi, con margini di sviluppo e di miglioramento sono decisamente ampi. Per il momento ci ascoltiamo quattro tracce che piaceranno sicuramente a chi segue i Diary of Dreams, Static Movement, Pulcher Femina e Pleasure and Pain. In pratica quanto di meglio ci sia e ci sia stato in giro, per quel che riguarda l'unione tra sentimenti oscuri e gli strumenti elettronici. Si parte bene con la cadenzata "World Without Time" che toglie subito via ogni dubbio sui Klonavenus. Una volta si usava fare i 45 giri per lanciare un album e se questa usanza esistesse ancora oggi, meriterebbe di finire su 7" la diretta e trascinante "Future Silence". Il brano perfetto che coniuga l'elettrowave del passato con il gusto "dance" del future pop attuale. "Androgynous" stempera la velocità e si dipana con un ritmo lento, cadenzato ed avvolgente che ci porta alla fine con la malinconica e bella voce di Asphodel che ci introduce "Your Beauty Is Lost". Le caratteristiche del brano precedente si accentuano ancor di più, l'atmosfera si fa ancora più oscura quasi come un claustrofobico incubo notturno da cui è difficile uscire. Un esordio positivo che dimostra ancora una volta la validità e la vitalità della scena italiana. La strada imboccata da Saffio e Chemnitz è quella giusta e per ora non resta altro che incoraggiarli!

(Review by Ottavio Chiodo)

Zero Magazine (Italy)

Klonavenus: Klonavenus (Demo CD Promozionale, 7 tks). Questo duo romano esordisce con un buon demo di moderna elettronica, più vicino alla wave che alla EBM, adatto sia all'ascolto puro e semplice che al ballo (se mai qualche intraprendente dj volesse). Il primo pezzo si apre con un intro alla Goblin, per evolvere il ritmo in un incedere sostenuto ma non eccessivo, che ricorda da vicino i vecchi Suspiria di qualche anno fa. Molto simile è il secondo, sempre stesso feeling , dal piglio immediato e ben collaudato. Androgynous è un pezzo dal ritornello molto dolce col pianoforte di sottofondo, col classico ritmo up tempo che permea tutto il disco, ma un po' lungo. Il quarto pezzo cambia i toni, incupendone il sottofondo con una sorta di coro e aggiungendo voce femminile di accompagnamento, semplicemente perfetto; I Stand I Fall invece sembra di troppo nell'equilibrio del disco, quasi indistinguibile dagli altri pezzi. Altro episodio interessante è l'ultimo, anch'esso arricchito dalla voce di Asphodel ( www.aspho.net ), coinvolgente al punto giusto.
Penso che il difetto maggiore del disco sia una certa ordinarietà su cui si assesta, mentre dei cambi di ritmica o un pizzico di cattiveria in più nel suono (che non va mai a fondo nelle scale, né in toni alti o in bassi, né c'è una particolare ricerca degli stessi) e di dinamica nella voce, porterebbero il gruppo direttamente su altro piano. Attualmente sebbene siano al livello di tanti altri gruppi esteri più pubblicizzati e anche più dozzinali (inflazionando la scena), sanno un po' troppo di deja vu, troppo simili ai maestri ispiratori di cui sono degnissimi epigoni, purtroppo in ritardo. Soffrono di troppa concorrenza, di troppi dischi simili, e certamente una produzione più curata e una maggiore compattezza dei brani li renderebbe superiori. Insomma, come demo è molto buono e si prospetta un futuro brillante se saranno capaci di maturare: se vi piacciono i gruppi citati in fondo li amerete, altrimenti vi appariranno forse un po' troppo simili a molti altri.

voto: 6,5-7/10  (Review by Federico Gennari)

 

  Ritual (Italy)

Klonavenus: Non è facile trovare la propria strada all'interno dell'inflazionatissimo genere elettrogotico, soprattutto quando dalla Germania arriva settimanalmente una valanga di progetti dedicati a questo stile e aiutati da produzioni accurate, costose, potenti. I Klonavenus (Saffio e Chemnitz, già nei Sinking With Love) sono ulteriormente svantaggiati dai mezzi di registrazione casalinghi, dalla poco versatile programmazione dei loro sintetizzatori e da un cantante maldestro. Puntare sulla seconda voce femminile e molto bella è un'idea seducente ma fuorviante; occorre piuttosto perseverare sui ritornelli che sono il vero punto di forza della composizione. Tenendo a mente che, però, tutto il resto è da rifare.

voto: 5/10 (Review by Vanessa Venerdì)

 

Rosa Selvaggia n.XXX (Italy)

Klonavenus: Due componenti degli ex-Sinking With Love, band romana attiva anni addietro con due cd demo e che ha partecipato al nostro sampler "Atto IV", ovvero Saffio (musica e programming) e Chemnitz (voce e liriche), hanno creato da pochi mesi questo interessante progetto electro-goth/dark-wave. Se la voce richiama molto il progetto madre, la musica con pattern elettroniche apre nuove strade al duo. Con le sole quattro tracce di questo demo il progetto romano dimostra abilità a creare songs fatte con passione. Speriamo che non perdano la forza di continuare su questa strada, dato che è tutta in salita. Noi intanto vi invitiamo a contattare la band per poterla ascoltare e sostenere.

(Review by Nikita)